I massaggi sportivi: necessità o vizio per il ciclista?

Poniamo la lente di ingrandimento su un tema che negli ultimi anni grazie alla presa di coscienza dei ciclisti moderni sta prendendo sempre maggior importanza all’interno del movimento. Non parleremo tanto di metodiche e dinamiche del massaggio ma ci concentreremo sull’utilità e l’applicazione di questa tecnica manuale al ciclista.

La Massoterapia (terapia del massaggio) ha testimonianze storiche importanti, tra cui Ippocrate (460/370 a.C.) medico greco padre della medicina moderna, che descrisse “l’anatripsis” ovvero “frizione verso l’alto”, come pratica manuale più efficace rispetto allo stesso movimento effettuato verso il basso, dimostrando di aver intuito il meccanismo della circolazione linfatica e sanguigna ed i vantaggi nel rispettarne l’andamento centripeto con le manovre manuali del massaggio.

Il massaggio è quindi una prima forma di terapia fisica ed è stato “lo starter” per quella che attualmente è la medicina moderna, nella sua evoluzione ha dato vita a varie forme di trattamento, una di queste dedicata allo sportivo, con necessità di recuperare gli sforzi tra gli allenamenti e ridurre gli infortuni, parliamo del massaggio sportivo.

PERCHÉ IL MASSAGGIO SPORTIVO È UTILE AL CICLISMO?

Durante la pratica sportiva, che sia allenamento abituale o competizione, siamo soggetti (in maniera variabile) ad accumulare tossine e rigidità muscolare. Dipendentemente dall’attività praticata sottoponiamo i nostri muscoli a richieste funzionali diverse, sforzi più o meno violenti e duraturi, ma tutti inevitabilmente si traducono nelle problematiche sopra descritte.

Il nostro organismo pur avendo la capacità nel tempo di ripristinare le condizioni ottimali dei propri tessuti ha necessariamente bisogno di un aiuto esterno, questo perché negli atleti più impegnati, la cadenza allenante imposta dai programmi di allenamento non riesce a dare sempre il giusto tempo alla muscolatura per il ripristino della la propria condizione ottimale.
Il massaggio sportivo avendo un effetto vascolarizzante, decontratturante e biostimolante riesce a velocizzare:

  • tempi di recupero muscolare;
  • smaltimento delle tossine;
  • risoluzione di contratture;
  • normalizzazione del tono muscolare.

Possiamo riassumere il tutto nel ripristino delle condizioni ottimali dell’apparato locomotore, tale condizione consente di poter effettuare un carico maggiore di allenamento in sicurezza e quindi raggiungere livelli prestativi più elevati.

Una muscolatura contratta sottopone muscoli, tendini ed articolazioni a stress superiori al normale, questo sia in attività che a riposo, rallentando il recupero e facilitando l’insorgere di dolori.

La capacità di adattamento del nostro organismo fa sì che spesso le problematiche muscolari vengano col tempo rese asintomatiche, come ad esempio quando si lavora sul dolore e si ignorano i campanelli d’allarme dell’organismo, (tipica esclamazione del ciclista “appena uscito avevo le gambe rigide, poi pedalando hanno cominciato a girare bene”).

Perdendo la reale percezione del “deficit” muscolare e considerandolo come condizione normale, inevitabilmente nel breve e lungo periodo avremo una perdita di capacità ed una maggiore esposizione a traumi muscolari, tendinei ed articolari.

Di seguito le caratteristiche di una muscolatura contratta.

  • Limiti di contrattilità
  • Limiti di elasticità e risposta elastica
  • Limita la mobilità articolare
  • Aumenta il carico tendineo in attività ed a riposo
  • Aumenta la compressione articolare
  • Maggior esposizione ad infortuni propri e delle strutture collegate
  • Riduce la vascolarità interna e quindi aumenta i tempi di recupero tra gli sforzi.

Se vogliamo riassumere in termini pratici i benefici per l’atleta di un muscolo trattato possiamo riassumerli in una maggiore longevità atletica ed una maggior resa dell’apparato locomotore.

A CHI È RIVOLTO IL MASSAGGIO SPORTIVO?

Il massaggio è rivolto a tutti, semplicemente perché il benessere è obiettivo di tutti, quindi dai giovani ai meno giovani, escursionisti occasionali o professionisti del settore.

La muscolatura di chi fa escursioni sporadiche è (al contrario di quello che si possa pensare) esposta agli stessi rischi di chi fa attività frequente. Questo perché nel caso dell’escursionista a fronte di una attività con minor intensità e volume (rispetto al collega allenato) abbiamo uno scarso allenamento, propensione al gesto ed informazione alla pratica sicura dell’attività

Non è infrequente che molti soggetti con problematiche muscolari, tendinee ed articolari siano sportivi poco praticanti.

COSA CI FA CAPIRE DI AVER BISOGNO DI UN MASSAGGIO SPORTIVO?

Ho spesso a che fare con soggetti poco informati o che per superficialità non hanno mai approcciato al massaggio sportivo (pur avendo esperienza decennale in ambito ciclistico), la maggior parte di questi soggetti non lamenta problematiche particolari proprio per la capacità di adattamento dell’organismo descritta sopra, in questo loro stato di abitudine al malessere non percepiscono la loro limitazione funzionale.

Ci sono vari modi per identificare il tipo ed il grado di dolore muscolare, una tra queste è la rappresentazione grafica della scala del dolore (utilizzata maggiormente per i bambini) ma utile a fissare il concetto di “limite di dolore da non superare” anche nella mente degli adulti.

Esempi situazionali che richiedono di sottoporsi ad un massaggio:

  • Contrazioni muscolari accompagnate a fastidio muscolare/tendineo
  • Muscolatura dolente al tatto di media intensità
  • Presenza di zone con maggior rigidità nel muscolo
  • Dolore durante lo stretching
  • Fastidio muscolare ad inizio attività che scompare dopo qualche minuto

CON CHE FREQUENZA VA EFFETTUATO UN MASSAGGIO SPORTIVO?

La frequenza con cui effettuare il massaggio e la reazione al massaggio stesso è soggettiva, ma per dare delle linee guida non possiamo prescindere dalle regole di base.

L’utilizzo di varie di tecniche manuali, dettate quindi dalla capacità dell’operatore, rende possibile ed elastica la collocazione del massaggio in momenti diversi e ben precisi, che sia per preparare la muscolatura al gesto atletico imminente o per recuperare da uno sforzo, l’importante è contestualizzare il massaggio all’interno della settimana/periodo dell’atleta.

Dobbiamo semplicizzare la posologia del massaggio (su soggetto sano in attività) riassumendola in:

  • 1 trattamento ogni 15/20 giorni per l’escursionista, amatore
  • 1 trattamento alla settimana per l’agonista amatore
  • 2 trattamento alla settimana per l’agonista evoluto

L’utilizzo del massaggio va quindi concordato con il massaggiatore ed il preparatore atletico, qualora ci sia. Assume particolare importanza scegliere quando collocare il massaggio all’interno della settimana dell’atleta, e di conseguenza anche la modalità di trattamento migliore da utilizzare.

Possono presentarsi periodi della stagione in cui è utile ridurre le sedute o spostarle in giorni differenti per non interferire con le finalità dell’allenamento proposto.

CONCLUSIONI

Il massaggio sportivo è senza dubbio una pratica benefica al ciclista, che permette, oltre il ripristino della muscolatura direttamente coinvolta al gesto, anche il rilassamento delle zone critiche quali schiena e tratto cervicale.

E’ una pratica per il benessere, un momento tutto per voi utile a scaricare ansie e stress psico-fisici.

Se non avete mai provato un massaggio sportivo sottoponetevi ad un trattamento, se ben fatto non ne farete più a meno.